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Lo studio riguarderà 30 pazienti volontari sardi affetti da patologie vascolari retiniche, cioè da riflussi di sangue che inibiscono la vista fino alla cecità. Lo studio pilota, riportato dall’Agi, è stato presentato giovedì 8 gennaio all'ospedale San Giovanni di Dio, ed è stato condotto da Robert W. Flower, docente di oftalmologia all'università del Maryland, in collaborazione con la clinica oculistica di Cagliari e durerà fino a gennaio del 2011.
L'obiettivo è perfezionare e migliorare, tramite un nuovo metodo definito "rivoluzionario", la diagnosi della degenerazione maculare legata all'età, la più grave e meno compresa patologia della retina che colpisce le persone con più di 50 anni, con un'incidenza del 2-3% sulla popolazione mondiale.
«In Sardegna circa 45 mila persone sono affette da questa patologia», ha ricordato Maurizio Fossarello, direttore della clinica oculistica di Cagliari. Enrico Peiretti, medico oculista responsabile della sperimentazione, ha spiegato che lo studio, dopo essere stato sperimentato con successo prima sui conigli poi sulle scimmie, può ora essere applicato all'uomo: «Con l'utilizzo di un tracciante fluorescente immesso direttamente nei globuli rossi e non più nel plasma», ha spiegato, «è possibile visualizzare più precisamente le aree malate dell'occhio e intervenire direttamente su di esse». Questo procedimento diagnostico (fluoroangiografia) «fino a poco tempo fa non era ipotizzabile», ha concluso Peiretti. Flower ha sottolineato che «gli oftalmologi italiani sono gli unici a effettuare direttamente le fluoroangiografie, altrove vengono fatte da tecnici e poi lette dal medico».
fonte: b2eyes |