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Nella scorsa puntata abbiamo imparato a riconoscere i sintomi dell’affaticamento visivo:

sensazioni di stanchezza, incapacità di concentrazione, bruciore o rossore (iperemia) oculare, mal di testa che però con un po’ di riposo passa, annebbiamento transitorio, fotofobia (fastidio alla luce) e alla sensazione di corpo estraneo (generalmente indicato come “sabbia negli occhi”), dolore muscolare, soprattutto nella zona attorno agli occhi fino a collo e cervicale.

 

Ed ora ecco alcuni consigli per ridurlo o minimizzarlo:

 

  • Mantenere sempre una buona illuminazione ambientale, non la sola luce del pc o della TV e se possibile naturale (dalle finestre). La fonte luminosa sulla scrivania è buona cosa che sia a sinistra per i destrimani e a destra per i mancini, così da non creare ombre sul punto di lavoro. Una qualità della luce naturale (temperatura, colore, oggi i led ne permettono la scelta) che assomigli il più possibile alla luce solare è sempre consigliabile.

 

 

  • il pc deve essere posizionato a circa 60/70 cm dagli occhi e a 30° sotto l’asse visivo (gli occhi in posizione primaria, cioè con sguardo dritto, devono poter guardare oltre il pc, sopra lo schermo)

 

 

  • rispettare la “REGOLA D’ORO” del 20/20/20, ogni 20 minuti alza lo sguardo dal pc per 20 secondi e osserva ad una distanza di almeno 20 metri; la cosa migliore sarebbe affacciarsi dalla finestra.

 

  • quando il fastidio è importante si possono coprire gli occhi con le mani (palming) per qualche istante, senza toccarli, e, se è possibile, rinfrescarli (esistono mascherine apposta da tenere in frigo oppure un utile rimedio fai da te è mettere uno straccio nel frigo e applicarlo –delicatamente- sopra gli occhi).

 

 

  • utilizzare lacrime artificiali per umettare la superficie oculare: l’attenzione al pc ci porta a ridurre il numero di ammiccamenti al minuto e quindi alla disidratazione. Battere le palpebre infatti assicura una corretta lubrificazione ed idratazione del segmento anteriore.

 

 

 

Tutti questi “trucchetti” sono però utili solo se il sistema visivo funziona correttamente ed è compensato nel modo migliore.

 

Ma attenzione: spesso però le sensazioni sgradevoli sono legate a difetti visivi non compensati o all’utilizzo di occhiali non “su misura” che sommano stress a stress.

 

Un’analisi visiva optometrica completa permetterà di capire se e quale mezzo visivo può essere utile e/o quale protezione al tipo di luce (luce blu ad esempio) sarebbe consigliabile.

 

Un consiglio? mai affidarsi al “fai da te” quando si tratta di benessere visivo. Gli specialisti sapranno consigliare al meglio… basta poco per stare bene!


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