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L’infezione da COVID-19 iniziata in Cina nel Dicembre 2019 e poi diffusasi in molti Paesi del mondo è in continua espansione. Ogni giorno il numero di contagiati aumenta insieme al numero di decessi. Sono tante le nazioni europee colpite dal Coronavirus. Tra queste rientra anche l’Italia. In particolare, la situazione nel nostro territorio è drammatica non soltanto in riferimento alla quantità di persone positive ed in termini di mortalità ma anche a causa del sovraffollamento degli ospedali. Molte strutture ospedaliere, infatti, sono al collasso in quanto sprovviste di posti letto liberi e di personale medico. Per cercare di ripristinare l’emergenza, il governo ha emanato un decreto che ha portato alla chiusura di scuole, università, attività non di prima necessità oltre al mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro ed al divieto di uscire di casa se non per fare la spesa e andare in farmacia o al lavoro. Unitamente a queste misure sono stati indicati anche i comportamenti e le misure che ciascuno di noi deve adottare sia nella vita quotidiana sia in ambito lavorativo per cercare di contenere il più possibile il numero dei contagi limitando il dilagare di questa epidemia che si diffonde con estrema rapidità.

 

Per quanto riguarda l’ambito professionale, esistono alcune categorie di lavoratori che necessitano più attenzione di altre in quanto strettamente a contatto con le persone. È il caso di medici ed infermieri, in primis, ma anche di ottici e contattologi.

 

Nell’emergenza Coronavirus la pratica contattologica può rivelarsi più impegnativa.

Gli ottici e contattologi nell’esercitare la loro professione si trovano ad una distanza ravvicinata con i pazienti ed utilizzano strumenti che vanno a contatto con gli occhi, una delle principali vie di trasmissione del virus da un individuo all’altro insieme a naso e bocca. A tal proposito, come riportato all’interno dell’articolo “Contact lens practice in the time of COVID-19” pubblicato dall’ottico-optometrista Fabrizio Zeri e dall’editore Shehzad A. Naroo sulla rivista “Contact Lens and Anterior Eye” (https://www.contactlensjournal.com/), si possono evidenziare cinque comportamenti specifici che il contattologo ed i portatori sono tenuti ad adottare.

 

 

Il primo riguarda le modalità di prenotazione della seduta. Vista la situazione, infatti, è bene che il portatore di lac si rechi dal contattologo solo su appuntamento in maniera tale da evitare di creare affollamento in sala d’attesa e che posticipi di almeno 14 giorni (periodo di incubazione del virus) la visita se presenta sintomi di infezione da COVID-19 o malessere generale o se è rientrato da meno di due settimane da un viaggio in una zona a rischio.

 

 

Il secondo consiste, invece, nell’utilizzo da parte del contattologo di tutti i dispositivi di protezione personale quali guanti, mascherine ed occhiali di sicurezza.

 

 

In terzo luogo, è fondamentale sanificare con alcool, sapone ed appositi disinfettanti gli strumenti usati durante la seduta tra i quali, ad esempio, lenti di prova e lenti oftalmiche, mentoniera e poggiatesta una volta che il cliente ha terminato la visita.

 

 

Al punto numero quattro troviamo, invece, il lavaggio delle mani da parte del contattologo prima e dopo la visita evitando, nel frattempo, di toccarsi occhi, naso e bocca. Dall’altra parte, anche il cliente che porta le lenti a contatto deve lavarsi le mani prima di applicarle e di rimuoverle in modo da evitare di contaminare gli occhi.

 

 

Infine, il contattologo è tenuto ad astenersi dall’esercizio della professione nel caso in cui presenti alcuni sintomi di malessere generale.

L’adozione di tutti questi comportamenti rappresenta una sorta di prevenzione ed un tentativo di arresto dell’epidemia. Forse tali azioni sono solo dei piccoli passi ma, se seguite alla lettera da ciascuno di noi, possono davvero fare la differenza.

 

Insieme possiamo farcela!

 

 

Fonte
University of Milano Bicocca, Department of Materials Science, via R. Cozzi 55, I-20125 Milan, Italy b University of Milano Bicocca, COMiB Research Centre in Optics and Optometry, via R. Cozzi 55, I-20125 Milan, Italy c School of Life and Health Sciences, Aston University, Birmingham, UK Shehzad A. Naroo* School of Life and Health Sciences, Aston University, Birmingham, UK E-mail address: s.a.naroo@aston.ac.uk.

 

 

 


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