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Ti sarà certamente capitato, almeno una volta nella vita, di sentirti chiedere: “Quanto ti manca?” in riferimento alla tua vista, e lì, abbozzare una risposta come “10 diottrie e vedo benissimo!” oppure “mi mancano 3 decimi”, vagando nell’incertezza più totale, aggrappandoti al remoto ricordo delle parole del tuo Ottico Optometrista di fiducia.

Oggi finalmente scoprirai la differenza tra DECIMI e DIOTTRIE.
Il significato di queste due parole è molto diverso ma ti rassicuriamo subito, entrambi i termini riguardano la tua vista.
Iniziamo con le DIOTTRIE: i nostri occhi sono come un sistema fotografico perché hanno il “potere” di mettere a fuoco le immagini, ingrandendole o rimpicciolendole, attraverso un sistema di “lenti”, tra cui troviamo cornea e cristallino.




Questo “potere” di messa a fuoco, si misura in “diottrie”.
Il nostro “sistema ottico” ha un potere di messa a fuoco di 60 diottrie, il quale permette una messa a fuoco per una distanza diciamo “infinita” e una risoluzione molto buona.
Nel momento in cui questa risoluzione o detta anche “visione nitida”, inizia a mancare, vuol dire che l’occhio ha subito delle modifiche anatomiche/fisiologiche durante la crescita, a causa di posture errate, cattiva igiene visiva, ereditarietà o in età adulta, per sollecitazione visiva o altre cause patologiche e/o estrinseche.



Quando il potere dell’occhio, e quindi il numero di diottrie, diminuisce, l’immagine non cade perfettamente sulla retina e quindi non va “a fuoco”.
Se si è miope, l’occhio mette a fuoco prima della retina, se si è ipermetrope, dopo (vedi immagine), se si è anche astigmatici la situazione si complica ulteriormente.
Grazie alle lenti degli occhiali o a contatto, vengono corrette le diottrie mancanti o in eccesso.
Il range di queste diottrie nella norma è tra 0.25 e 10.00; se ci si avvicina o si supera questa soglia è importante tenere monitorata la salute degli occhi molto frequentemente, affidandosi al proprio oculista di fiducia.

E invece i Decimi? Cosa significa vedere 10/10?
I decimi sono l’unità di misura della qualità visiva soggettiva della persona.
I decimi si misurano tramite il classico test di Snellen, che sicuramente conosci già.



Questo test fornisce una prima indicazione sulla percezione visiva e anche sull’entità del vizio di rifrazione.
La famosa riga dei 10/10, tanto agognata, è calibrata su un occhio normodotato di 60 Diottrie e sulla risoluzione massima percepibile.
C’è da dire che è una misura standard presa da un campione molto vasto, ma pur sempre un campione.
Gli occhi sono sempre diversi e non per forza devono corrispondere agli standard; molte persone vedono 12/10, senza che ci sia un problema correlato.

Un miope vede meno di 10/10 perché ha una messa a fuoco più ravvicinata (infatti senza occhiali vede bene gli oggetti vicinissimi) e non può cambiare la sua condizione se non con l’utilizzo di occhiali (o lenti a contatto); anche l’ipermetrope non vede 10/10, ma la differenza è che se si “impegna”, utilizzando la messa a fuoco del suo cristallino, può vedere di più. In questo caso l’occhiale subentra solo raggiunta la soglia di non ritorno, entro la quale anche il cristallino non è sufficiente per raggiungere i 10/10.

Vedere 10/10 significa distinguere la segnaletica e tutto ciò che ci circonda, è quindi importante raggiungere questo traguardo e fare controlli periodici dal tuo Ottico Optometrista di fiducia.

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